La mentoplastica modifica forma, dimensioni o posizione del mento per armonizzarlo con le proporzioni del viso, equilibrando il profilo e rendendolo più definito.
1 - 2 ore
1 giorno
7 - 10 giorni
6 - 8 settimane
La posizione del mento può da sola modificare la percezione estetica del viso. Influisce direttamente sull’aspetto di naso e labbra, soprattutto di profilo. Se il mento è troppo avanzato, condizione detta prognatismo, le labbra appaiono arretrate e naso e terzo medio sembrano infossati. Se è arretrato, o retrognatico, il naso appare più evidente e proiettato. La posizione precisa può essere definita mediante analisi di radiografie cefalometriche. Alterazioni marcate possono compromettere il combaciamento dei denti e causare problemi ortodontici. Anche il margine e l’angolo mandibolare sono diventati importanti nella definizione dei lineamenti: angoli poco definiti possono risultare esteticamente poco gradevoli.
I problemi della punta del mento vengono spesso rilevati durante le analisi preoperatorie per una rinoplastica. Un mento correttamente posizionato è essenziale per la percezione della forma del naso e dell’armonia del volto. Un mento arretrato fa risaltare il naso, mentre uno avanzato lo mette in secondo piano.
La riduzione è molto efficace quando il mento è prominente e avanzato. Si raggiunge l’osso dalla piega sotto il mento o dall’interno della bocca e si elimina l’eccesso tagliandolo o fresandolo. L’intervento dura circa un’ora e si esegue in anestesia generale. Non è previsto dolore, ma edema e gonfiore per una settimana-dieci giorni. Un bendaggio di sostegno aiuta a controllare il gonfiore e il ghiaccio applicato a intervalli è utile. Se l’accesso è intraorale, si consigliano alimentazione liquida per 48 ore e collutorio per una settimana.
Per un mento arretrato, l’inserimento di una protesi permanente è considerato il trattamento migliore. Sono stati proposti anche grasso autologo e filler. Le protesi possono essere in silicone morbido o in materiale rigido come Medpor. Vengono posizionate sull’osso attraverso la piega sottomentoniera o dalla bocca. L’intervento si esegue in sala operatoria, in anestesia generale. Gli impianti rigidi sono fissati all’osso con viti, quelli in silicone ai tessuti circostanti. La durata varia da 30 minuti a due ore; con il silicone, intervento e recupero sono molto più brevi.
Il ritorno alla vita normale è rapido. Se l’incisione è intraorale, sono importanti 72 ore di alimentazione liquida e una settimana di collutorio. Si consiglia una maschera mentoniera per una settimana-dieci giorni.
Non raccomandiamo Medpor perché possono comparire infezioni nel medio-lungo periodo e l’integrazione con i tessuti rende quasi impossibile rimuoverlo.
Le protesi in silicone, invece, sono facili da inserire e da rimuovere se necessario. È stato descritto un assottigliamento osseo a lungo termine, ma è molto probabile che possa dipendere anche dall’invecchiamento. Non sono noti casi di frattura patologica causata da protesi mentoniere in silicone.
Si possono utilizzare acido ialuronico o, preferibilmente, idrossiapatite di calcio. L’acido ialuronico dura mediamente da otto mesi a un anno; i filler minerali circa due anni. La procedura dura cinque-dieci minuti in ambulatorio e non causa gonfiore o arrossamento.
L’idrossiapatite di calcio è utilizzata come standard di riferimento per definire strutture ossee come mento e zigomi. Offre risultati particolarmente efficaci nella definizione dell’angolo mandibolare.
I costi variano perché possono essere presenti problemi diversi e possono essere utilizzati più metodi di trattamento.
Ha completato la formazione specialistica presso l’Università Eskişehir Osmangazi. Lavora nel suo studio a Kağıthane, Istanbul.